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L’arte di imparare #103

Sommario

L’arte di imparare

  • Joshua Waitzkin è un bambino di soli 6 anni quando osservando una partita a scacchi se ne innamora
  • Negli anni diventa uno dei migliori giocatori degli Stati Uniti tanto che un film ne ritrae la sua vita
  • Nell’arte di imparare Waitzkin traccia la sua road map verso l’apprendimento

Trascrizione del podcast

Siamo nel 1972, davanti a una scacchiera siedono due uomini, da una parte ce Robert James Fisher, Bobby per gli amici, dall’altra il grande maestro russo Boris Spassky.

Fino a quel momento il gioco degli scacchi era una questione russa, mai prima di allora un americano vinse il titolo mondiale, e mai dopo quella partita successe di nuovo. Infatti il caro Bobby le suona all’amico Boris. Il problema è il contesto storico, siamo in piena guerra fredda, russi e americani giocano una partita a scacchi globale, cercando di portare più nazioni possibili sotto il loro ideale, da una parte i sovietici comunisti dall’altra gli americani capitalisti. 

E un americano che si incula un russo a scacchi in un momento come quello è una qualcosa fa rumore. 


Un americano che si incula un russo a scacchi

Gli americani vanno in delirio, Fisher diventa un eroe nazionale. Peccato che Bobby è un tipo stravagante infatti vince e poi sparisce, se ne va a vivere in Islanda, gli americani ora sono orfani di un campione di scacchi e si crea un vuoto che tutti vorrebbero riempire. 

Ed qui che entra in gioco la storia un bambino che con la sua mamma tutti i giorni passeggia attraverso il Washington Square Park a New York, soffermandosi nell’area dedicata agli scacchi, dove ogni tipo di furfante si poteva fermare a giocare. C’erano tipi loschi, delinquenti, ubriaconi, giocatori d’azzardo, e un bambino di 6 anni che diventa il protetto di questo gruppo di individui.

Da quell’angolo di parco nasce la storia di Joshua Waitzkin, il protagonista dell’episodio del podcast di oggi. E anche il protagonista del film in cerca di Bobby Fisher, se vi capita l’occasione andate a vederlo. 

Questo è libri per il successo – crescita personale da strada, un podcast prodotto e raccontato da Davide Mastrosimone. Siamo all’episodio 103. Vi ricordo che se andate sul sito www.libriperilsuccesso.com potete ottenere immediatamente il video corso sul linguaggio del corpo iscrivendovi alla newsletter. Trovate inoltre le informazioni sui percorsi personali che potete fare con me e il mio libro Sette colpi di Machete. 

In cerca di Bobby Fisher, la storia di Joshua

Mi sono sempre piaciuti gli scacchi. Per un lungo periodo mi sono messo a studiarli. Il problema è che per studiarli sul serio ci devi dedicare la vita. Quindi son rimasto a godermi gli aspetti poetici del gioco, gli aneddoti, le storie, e qualche partita qui e la senza troppe pretese. E oggi vi racconto una delle mille storie che girano intorno a una scacchiera. 

Il nostro bambino impara a giocare con una tattica estremamente aggressiva, a detta sua la strategia era creare il caos nella scacchiera, lui faceva uscire molto presto la regina, nelle prime fase del gioco, cosa che a livello accademico viene vista come una strategia poco ortodossa e rischiosa. Ma ricordiamoci che i suoi avversari sono dei poco di buono che stanno a giocare in un parco, e questo aiuta tantissimo Josh, impara a battere l’uomo che ha davanti non solo la fila di pezzi che aspetta una mano che li muova. 

Una volta compreso il suo talento e il suo dono, i genitori decidono di affidare il ragazzo a un maestro, e li Joshua comincia a imparare da un angolo diverso. La bravura del suo maestro fu proprio quella di non sopprimere lo stile di gioco di Joshua ma combinarlo coi fondamentali. Gli insegnamenti della strada si uniscono a quelli della scuola.  Si dice che quando il maestro e l’alunno si incontrano nasce l’insegnamento, e in quel caso è una bomba. Josh comincia a fare tornei e li vince tutti la sua storia inizia a diventare famosa e quel vuoto creato da Bobby Fisher sembra avere un nuovo erede.

All’età di 17/18 anni Josh è all’apice della sua carriera, è pronto alla guerra vera, ad andarsi a prendere i titoli che contano ma due avvenimenti nella sua vita cambiano tutto. La passione, il desiderio di imparare vanno completamente in frantumi. La prima causa è il film che narra la sua vita. Prodotto proprio in quel periodo. Il film lo rende famoso, diventa una celebrità, ha dei fan e delle fan soprattuto, non ci capisce più un cazzo, la pressione mediatica è troppa. 

I due avvenimenti che mandano tutto all’aria

Il secondo avvenimento è ancora più grave perché avviene dentro di lui, i nuovi allenatori di Josh vogliono che giochi in maniera diversa. Lo spingono a studiare gli scacchi da un punto di vista convenzionale, posizionale, prendendo spunto da campioni come Anatoly Karpov, giocatore di uno stile completamente opposto alla natura aggressiva del gioco di Josh. Davanti a una situazione sulla scacchiera gli chiedevano cosa avrebbe fatto Karpov, e come se a Modigliani che ha uno stile originale e tutto suo di dipingere gli dessero una tela costringendolo a creare un disegno seguendo lo stile di pittura di Caravaggio. 

Questi due elementi uno proveniente dalla fama e la pressione che susseguirono l’uscita del film e l’altro, che lo costringe a sopprimere e abbandonare il proprio stile di gioco fanno perdere la bussola al ragazzo che decide di mandare tutti a fanculo.  Prende e se ne va qualche anno in giro per il mondo, continuando a praticare e allenarsi nella sua seconda passione, le arti marziali.  viaggiare è meraviglioso ma cagare in casa non ha prezzo, infatti ritorna e si dedica completamente allo studio e la pratica del Thai Chi. la sua carriera da scacchista finisce. Tuttavia ne inizia un’altra, e si perché io ancora non ve l ho detto ma Joshua Waitzkin è stato campione del mondo di Thai Chi Chuan.

L’arte di imparare

Ora, cosa possiamo imparare noi del podcast da quest’uomo. 

Lui stesso lo svela nel titolo del libro e nelle prime pagine, Joshua si accorse che il suo vero talento non erano né gli scacchi ne il thai Chi, bensì la sua capacità di imparare, il titolo del libro infatti è L’arte di imparare. 

Cambiare la propria esistenza implica una serie di sacrifici e di investimenti, credo fermamente che imparare qualcosa sia la porta che apre una nuova dimensione, un modo per cambiare la realtà che vivete e cambiare voi stessi e imparare a fare qualcosa è una strada che porta al cambiamento. 

Primo suggerimento: il mindset devoto alla crescita

Il primo principio che impariamo da Josh è il mindset, la mentalità. C’è chi pensa che o sei portato oppure no. “Io non sono bravo in matematica”, “Io non so disegnare”… balle. Questo è il cosiddetto fixed mindset, la mentalità fissa.

Pensate quando andavamo a scuola, vi davano un brutto voto e tutta la vostra identità si legava indissolubilmente a quel voto. Hai preso 4 in matematica, e ancora oggi dici – la matematica non fa per me, e te lo ripeti, e te lo dicono pure i genitori, i compagni, i professori, non importa cosa hai fatto per arrivare a quel voto, ma solo il voto. Un errore di valutazione di un professore può segnare in maniera indelebile una persona. 

Ti mette un’etichetta addosso e ti inchioda lì. Josh invece scopre molto presto il valore della mentalità di crescita: se lavori, migliori. Punto. Se invece di valutare il risultato si desse un voto anche allo sforzo, al processo, al percorso, allora saremmo molto più spronati a migliorare, avremo più fiducia in noi stessi.Non conta dove sei oggi, conta quanto sei disposto a sporcarti le mani per fare il passo successivo. E per crescere, spesso, devi accettare di perdere. Perdere per vincere, e si amici iniziare a studiare qualcosa significa non saperla fare, essere impacciati goffi impreparati, è il prezzo per varcare la soglia dell’apprendimento, quando sbagli invece di pensare che non fa per te e che sei un fallito, pensa che hai appena trovato un area dove poter crescere, è un opportunità. Non mollare alla prima sconfitta. 

Secondo suggerimento: la pratica deliberata

Il secondo principio è la pratica deliberata. Non basta fare ore su ore a caso, devi farle bene. Josh racconta di giornate intere spese a studiare un singolo finale di scacchi. Oppure ore spese a giocare con un pedone e il re, o con un alfiere e il re, quindi prima i fondamentali, poi tutto il resto. Solitamente si inizia dalle aperture, quindi le prime battute del gioco, ma sono così tante che diventa difficile iniziare da questo punto. Ti perdi. Il suo professore svuotò la scacchiera e cominciò da un pezzo alla volta, fino a che Josh interiorizzò una visione precisa e armonica di ogni pezzo cominciandoli a metterli insieme con il suo personale stile. Si perdeva in uno stato di flow, di deep work, finché tutto prendeva forma. È come imparare a suonare: prima le scale lente, noiose, infinite, poi arriva il momento in cui non pensi più alle dita e suoni musica. Lui lo chiama “fare cerchi sempre più piccoli”: ridurre il gesto, renderlo essenziale, potente. Prima lento, poi giusto, poi veloce. 

Terzo suggerimento: disciplina ma soprattutto amore

Il terzo principio è l’equilibrio tra disciplina e amore. Troppa disciplina da sola ti spezza, troppo amore senza rigore ti vizia. Josh ha avuto entrambi i tipi di maestri: quelli che volevano incasellarlo in un gioco che non era suo, e quelli che invece hanno saputo coltivare il suo stile naturale senza soffocarla. Lui fa un paragone bellissimo: addestrare un cavallo. Lo puoi piegare con la forza, spezzarlo, ma lo rovini.distruggi la sua anima selvaggia e stupenda.  Oppure puoi conquistarlo con fiducia, con cura, e il cavallo correrà con te perché lo vuole. Ecco: la vera disciplina è quella che nasce dall’amore per ciò che fai. Io posso migliorare nell’editing del suono, nel timbro della voce, nella stesura dei testi, ma ho la necessità di mantenere il mio stile, di non dimenticare quello che mi ha fatto iniziare a fare il mio percorso.  

Conclusione

Siamo all’ultimo giro dell’estate, tra poco si tornerà in campo, e il mio auspicio è che possiate cominciare a imparare qualcosa di nuovo seguendo la road map che mostra questo libro, per essere pratici. Scegli una disciplina, la chitarra, il disegno, una lingua straniera, o una soft kill per esempio parlar in pubblico. Accetta e accogli una mentalità devota alla crescita quindi consapevole che all’inizio sarai scarso, è il prezzo d’ingresso per crescere, ma tu vai avanti. 

Fai una pratica deliberata, inizia dai fondamentali, scomponi quello che serve per imparare, come dice l’autore prima lento, poi giusto, poi veloce, cosi funziona in tutte le cose. 

E trova gioia nel processo, non perdere di vista la scintilla che ti ha fatto iniziare. La disciplina è il motore, l’amore e la passione sono la benzina. 

Imparare qualcosa di nuovo non significa solo aggiungere un’abilità, ma riscrivere la tua storia. Ogni volta che impari, diventi qualcuno che prima non esisteva. E questa, credimi, è la vera magia.

Grazie 

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Cosa comprende
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  • Il costo è di 1.500 euro netti

* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile.