Il Potenziale Nascosto
- Sono convinto che tutto quello che ci circonda sia uno specchio spietato di quello che siamo, di quello che pensiamo, di quello che sentiamo, e se vogliamo sviluppare qualcosa, o far innescare un cambiamento ce da cambiare qualcosa in noi, in come parliamo, in come pensiamo, in come agiamo.
- Adam Grant nel suo libro “il potenziale nascosto ci svela i 3 modi di forgiare il carattere, l’elemento segreto che permette di andare a scovare il tuo vero potenziale.
- I tre modi sono i seguenti: Inizia prima di essere pronto / impara a sbagliare / evita il perfezionismo
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Trascrizione del podcast
L’ambizione è il risultato che vogliamo raggiungere, l’aspirazione, la persona vogliamo diventare, e personalmente tutto il mio lavoro e quello che faccio per divulgarlo ha come obiettivo trasmettere che se volete cambiare qualcosa ce da lavorare su se stessi, ce da chiedersi, chi voglio diventare tra qualche anno, e cosa mi serve per diventarlo.
Sono convinto che tutto quello che ci circonda sia uno specchio spietato di quello che siamo, di quello che pensiamo, di quello che sentiamo, e se vogliamo sviluppare qualcosa, o far innescare un cambiamento ce da cambiare qualcosa in noi, in come parliamo, in come pensiamo, in come agiamo. Il viaggio è sempre verso l’interiore. Chiediti cosa posso fare oggi per essere un pochino migliore di ieri?
Sommario
Sapete, ci sono alcune rose che nascono dal cemento, e sono le più belle. A me piacciono le storie dei fallimenti, delle cadute, degli underdog ovvero di gente che non ti aspetti e per qualche ragione finisce per arrivare sul gradino più alto del podio. Vi racconto una storia di una rosa che è cresciuta dal cemento.
In un freddo fine settimana della primavera del 1991, presso un hotel di Detroit si svolsero i campionati nazionali di scacchi dove si riunivano le menti più brillanti del paese, ma a differenza degli altri anni nessuno si era accorto che una squadra senza alcuna apparente possibilità di vittoria era lì per contendersi il titolo. Ovviamente tutti gli occhi erano puntati sulla Dalton, una scuola elitaria di New York che aveva sfornato l’ultimo campione, un tale Josh Waitzkin, bambino prodigio al quale dedicarono anche un film intitolato “In cerca di Bobby Fischer”.
La storia dei Raging Rooks
Nessuno dava un centesimo ai Raging Rooks, un gruppo di studenti poveri, sei ragazzi neri, un latinos, e un asiatico. Cresciuti in monofamiglie con redditi inferiori alla retta della Dalton, erano ragazzi di un’età equivalente alla nostra terza media, di Harlem. Nessuno di loro aveva alle spalle i decenni di allenamento e studio negli scacchi come la squadra della Dalton e il capitano Kasaun Henry aveva iniziato a giocare solo a 12 anni e si esercitava in un parco con uno spacciatore. Durante le qualifiche già stavano facendo faville battendo gente con punteggi molto superiori, il loro segreto era l’allenatore, Maurice Ashley, che aveva come missione frantumare lo stereotipo secondo cui i ragazzi con la pelle scura erano privi di intelligenza.
L’importanza del carattere
Maurice vedeva il potenziale dove nessun altro riusciva. A un certo punto una partita dei ragazzi va male, e Maurice si raggruppa dicendo loro che l’unica cosa che potevano controllare erano le loro decisioni, non i loro risultati. Gi scacchi sono un gioco di intelligenza, e il modo migliore di coltivare campioni è prendere bambini prodigio e formarli già da un’età precoce. Maurice, invece, iniziò ad allenare un gruppo di ragazzetti delle medie, uno di questi era il bulletto della classe. Kasaun, il capitano, fece uno scacco matto al capitano della Dalton e i Raging Rooks vinsero il torneo.
Il potenziale nascosto secondo Adam Grant
Il libro che trattiamo oggi si intitola “Il potenziale nascosto” di Adam Grant, libro della casa editrice Igea, che mi ha regalato come sempre un grazie ad Andrea. Lui ha capito come farmi felice, mi manda i libri. Molto intelligente Andrea. Ho un annuncio da farvi, avrete notato che la frequenza di pubblicazione ha subito un rallentamento, questo per due motivi: il primo è che penso che il podcast debba avere valore, non butto fuori puntante a meno che non siano pronte secondo i miei standard; il secondo è che essendo solo posso fare solo una cosa alla volta e ho scritto un libro in questi ultimi mesi.
Scoprire il potenziale nascosto
Da cosa dipende il potenziale nascosto in ognuno di noi, e come si tira fuori? Queste sono le domande. Prima osservazione: il punto da cui partono le persone non ci dice nulla su dove arriveranno. Con le giuste opportunità e motivazione, chiunque può acquisire le competenze necessarie per raggiungere traguardi importanti. Il potenziale non dipende dal punto di partenza, né dal punto di arrivo, ma dalla distanza percorsa. E il motore che ti permette di percorrere questa distanza secondo l’autore è il carattere.
Come forgiare il carattere
Inizia prima di essere pronto
Inizia prima di essere pronto. Diventa una persona che sta comoda nella scomodità. Il carattere viene confuso con la personalità, ma c’è una distinzione sottile: la personalità è la nostra predisposizione, gli istinti primari; il carattere è la capacità di far prevalere i valori sugli istinti, soprattutto quando le cose si mettono male. È facile essere gentili e sorridenti col prossimo quando le cose vanno bene, ma sorridere ed essere gentili quando dentro di te stai male, quello è il carattere.
Sbaglia, impara a sbagliare
Sbaglia, impara a sbagliare, a fare errori. Per fare centro dovete essere disposti a mancare il bersaglio. Il timore di commettere errori è particolarmente angosciante se siete timidi. Costruite la vostra identità in silenzio, meno condividi con le persone meno persone avrai in mezzo ai coglioni e se costruisci te stesso in silenzio nessuno saprà dove attaccarti. Il miglior modo di forgiare il nostro carattere è attraverso l’esposizione all’errore e al disagio.
Evita il perfezionismo, cerca l’eccellenza
Evita il perfezionismo, cerca l’eccellenza. Sono due cose diverse. Il perfezionismo tende a risolvere problemi semplici, si ossessionano per dettagli che non sono importanti. Tollerate certe sfumature che altrimenti vi bloccano. Fate quel passo verso l’ignoto, verso tutto quello che non conoscete. Fissate obiettivi legati a imparare, non solamente alla performance. La procrastinazione non deriva dalla pigrizia, né dalla gestione del tempo, ma dalla gestione delle emozioni.
Conclusione
Il carattere è quella forza che ci fa andare in palestra anche se siamo stanchi, e quando siamo lì ci fa fare una ripetizione in più. È quella spinta che ti fa andare avanti quando non vedi i risultati perché durante il tuo percorso ti troverai bloccato, smarrito. Allora il carattere ti dà la forza di tornare indietro senza pensare di retrocedere, ma con la consapevolezza di cercare un cammino alternativo. Ridefinite il concetto di successo, la vostra pace inizia quando cambiate le aspettative e il più significativo dei risultati è il vostro progresso, non la vetta che avete raggiunto, ma la distanza che avete percorso e che avete aiutato altri a percorrere. È il carattere che forgia il vostro destino.
Grazie