How will you measure your life
- Come misuri la tua vita? che metriche utilizzi per capire dove e come sta andando?
- Nel saggio “How Will you measure your life” l’autore Clayton Christensen ci mostra il cammino
- La vita va misurata principalmente all’interno di due categorie, Carriera e Relazioni
- Nel podcast vedremo le idee e gli spunti nati da questo brillante testo
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Trascrizione del podcast
Come fai a sapere se stai andando bene, se stai andando male, o se stai andando a fanculo?
Che domande ti fai per capirlo?
Se tu potessi fare una previsione di come andrà la tua vita nei prossimi 6 mesi prova a pensare a questo, se vivi i prossimi 6 mesi come gli ultimi 30 giorni, come sarebbe la tua vita? Una proiezione la puoi fare, misurare il successo e il profitto in un azienda è qualcosa di molto studiato, ci sono modelli, teorie, indicatori precisi, ma come si misura la vita di una persona?
Sommario
Uno degli esperti in questo campo è l’autore del libro di oggi, Clayton Christensen. Questo è un genio, ha inventato il concetto di disruptive innovation, un’azienda, un prodotto, un servizio, che entra in gioco e distrugge completamente il mercato e quello che tutti pensavano fosse impossibile, succede. Ricordate Blockbuster? Entra in gioco Netflix, disruptive innovation. Blockbuster va a farsi fottere, questo vuol dire.
La carriera come misuratore della vita
Iniziamo dalla carriera. Se chiedi a un bambino cosa vuole fare da grande ti dirà l’astronauta, lo sportivo, il cantante e via dicendo. Alcuni, pochissimi, si mettono questa immagine in testa fin da piccoli e la rincorrono per tutta la vita, ma la maggior parte di noi, e mi ci includo ovviamente, studia qualcosa, sceglie un lavoro e non sa né perché ha studiato quello che ha studiato né come è finito a fare quello che fa. Poi a un certo punto si adagia, si mette comodo e passano 20 anni, perché è molto più facile adeguarsi al livello degli standard piuttosto che elevarsi al livello degli obiettivi che uno si pone.
La ricerca di gratificazione nella carriera
La professione ci permette di avere una gratificazione immediata, una dose di dopamina che poi andiamo a ricercare costantemente. Immaginati una promozione, una vendita, una riunione andata bene, una mail di riconoscimento: sono tutte scosse che ci piacciono. Nel lavoro questo accade in maniera misurabile e spesso frequente, per questa ragione molti si identificano e si buttano nella carriera per ricercare questa dose di gratificazione pressoché immediata. La rincorsa infinita diventa così una costante, e non sei mai felice.
La titulitis e la scelta del lavoro
Quasi tutti si fanno le domande sbagliate all’ora di scegliere un lavoro, usano dei criteri limitati: denaro e posizione sociale. Se mi danno 40k me ne vado, se non mi alzano 5k in più lo stipendio abbandono e cerco altro, se non mi fanno managing director mando tutti a fanculo. C’è addirittura un termine bellissimo in spagnolo per descrivere questo atteggiamento: la titulitis, parola che descrive l’ossessione verso i titoli e i ruoli. Lo stipendio e il ruolo sono fattori che ti portano a mantenere un lavoro, ma non sono fattori che te lo fanno piacere o che ti portano a essere felice.
Le relazioni come misuratore della vita
Nelle relazioni è più complessa la situazione, la gratificazione è più lenta e spesso impercettibile. Capisci che hai una relazione sentimentale che funziona quando stai male e quando affronti delle sfide difficilissime e affianco hai una persona che è lì per ascoltarti, aiutarti, darti un rifugio, ma potrebbero volerci 10 anni per capirlo. Comprendi il lavoro che hai fatto con un figlio magari solo quando ha 25 anni. Solo allora hai una gratificazione e un senso di soddisfazione, ma è pressoché impossibile nelle relazioni interpersonali avere la stessa immediatezza che si può avere nel lavoro.
L’importanza di coltivare le relazioni
Pensate che un lavoro, una carriera, ci tiene sempre su di giri, una sfida dopo l’altra, un ostacolo dopo l’altro, mentre si dà per scontato una relazione. Ma sì, tanto mia moglie, mio marito, mio fratello ci sono sempre, e non lavoriamo per alimentarle. Le relazioni vanno coltivate, necessitano della nostra attenzione costante. Chi vi ama non vi chiede niente, non chiede il vostro tempo, non chiede che vi ricordiate i compleanni e gli anniversari, non chiede di essere ascoltato, e finiamo per non dare a queste persone care quello che si meritano. Alimentate, coltivate, nutrite le vostre relazioni e non datele per scontate.
Priorità nelle relazioni
Abbiamo la tendenza a pensare che il tempo con la famiglia sia infinito, che possiamo rimandare e rimandare tutte le volte che vogliamo appuntamenti importanti, ma non è così. Dici a te stesso: dai finisco questo progetto poi organizzo qualcosa in famiglia, questo weekend devo lavorare, o sono troppo stanco per andare a cena fuori anche se lo avevamo organizzato, e così via. Fai quello che serve per dare il tuo tempo, la tua attenzione e la tua presenza alle persone care, perché quel giorno che dici che lo farai non arriva, fallo adesso. Non si vive di intenzioni, ma di azione.
Coltivare le relazioni ogni giorno
Assegnare ruoli e compiti nelle relazioni
Chiedi a tua moglie, a tuo marito, ai tuoi figli, che cosa si aspettano da te, quali sono le tue mansioni in famiglia. Se non lo sai, chiariscilo subito. Nel libro, Christensen lo chiama “Jobs to be done”, i lavori da fare. Qual è il tuo lavoro nelle relazioni? Che mansioni hai? Quali sono i tuoi target, i tuoi obiettivi? Anche nella vita familiare puoi impostare una serie di attività e obiettivi come lo faresti nel lavoro, perché quello è il lavoro più complicato ma più gratificante che hai tra le mani.
Le cinque principali mansioni in una relazione
- Spendere parole di conforto, approvazione, di supporto. Se il tuo partner deve fare qualcosa di importante, digli che sarà stupendo, lo farà benissimo. Supporta la tua famiglia con frasi e affermazioni.
- Collaborare. È bello preparare una cena quando il tuo partner torna tardi dal lavoro, fai le faccende domestiche, dividetele, collaborate.
- Fare regali. Ricordati anniversari, compleanni, momenti speciali. Organizza una vacanza, una cena speciale, porta dei fiori, chiama, scrivi, fallo sempre.
- Tempo di qualità. Presenza: se quell’ora è per tuo figlio, non c’è cliente o capo che tenga. Quella cena romantica del venerdì si fa, e si spegne il telefono.
- Contatto fisico. Abbraccia, bacia, tocca chi ami, fai un massaggio, è fondamentale.
Misurare la vita attraverso il tempo
Per misurare la tua vita fai questo esercizio: prendi una giornata di 24 ore e la smonti in blocchi. Dormo 8 ore, delle 16 che rimangono ne passo 10 per il lavoro, 8 in ufficio e 2 per andarci. Delle 6 che mancano, 2 faccio affari di casa, spesa, sistemo lavatrici, un paio d’ore per la cena, ecc. Spezza la giornata, analizzala. La tua vita non è quello che dici ma è rappresentata da come utilizzi il tuo tempo. Come utilizzi il tuo tempo ti dà tutte le risposte di come sarà la tua vita tra sei mesi. Comincia ad architettare e disegnare un programma della tua vita dove sono presenti alcuni momenti cruciali con te stesso e con la tua famiglia. Mantieni questo accordo con te stesso per un tempo lungo, 6 mesi, un anno, noterai i cambiamenti e i miglioramenti rispetto a quello che hai oggi. Non lasciate che la vostra esistenza sia dettata dal caso, ci sono tantissimi aspetti che potete controllare e misurare.
La regola dell’integrità
E una volta che prendi questo accordo, applica una regola bellissima del libro che dice: è più facile essere integro al 100% che al 98%. Una volta che hai deciso i tuoi principi, come distribuisci il tuo tempo, non scendere a patti. Rispetta al 100% il tuo disegno di vita. Le metriche più importanti della tua vita sono gli anni che passi col tuo partner, i valori che trasmetti ai tuoi figli, gli amici che vengono in tuo soccorso quando ne hai bisogno. Il lavoro è importante, la carriera pure, ma niente può prendere il posto di quello che sono le relazioni personali, e spesso, troppo spesso, ce ne dimentichiamo.
Grazie