L’uomo in cerca di senso

  1. “L’uomo in cerca di senso” di Viktor Frankl esplora il tema del senso della vita attraverso l’esperienza dell’autore nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale.
  2. Il libro si concentra sull’aspetto mentale dei prigionieri e riflette sul modo in cui reagiamo alle avversità e alle tragedie che possiamo incontrare lungo il nostro cammino.
  3. Frankl sottolinea che il senso della vita non si scopre immediatamente, ma si rivela gradualmente attraverso le scelte che facciamo e le responsabilità che assumiamo.
  4. Il libro identifica tre vie per trovare il senso della vita: il lavoro inteso come progetto di vita e passione, l’amore verso una persona e l’esperienza del dolore e della sofferenza.
  5. “L’uomo in cerca di senso” ispira a riflettere sulle proprie mete e a mantenere un atteggiamento resiliente di fronte agli ostacoli, poiché un senso e uno scopo ben definiti possono aiutarci a superare qualsiasi avversità.

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Trascrizione del podcast

Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, i nazisti optano per la soluzione finale per quello che loro chiamano il problema degli ebrei. Uno dei momenti più tetri della storia dell’umanità, dove si rivelano aspetti dell’uomo prima di allora sconosciuti e quello che può arrivare a fare verso i suoi simili.

In questo contesto Viktor Frankl scrive un breve saggio sulla sua esperienza nei campi di concentramento, e lo fa con un angolo diverso non raccontando quello che è la vita giornaliera nei campi di sterminio ma concentrando il suo racconto suol aspetto mentale dei prigionieri, Frankl ci porta nella testa dei catturati e ci svela i dettagli del funzionamento dei pensieri durante l prigionia 

Introduzione a Viktor Frankl

Frankl è un professore di neurologia e psichiatria presso una scuola medica di Vienna, e lo rimane fino alla sua morte nel 1997.

Esperienza nei campi di concentramento

Durante la seconda guerra mondiale passa 3 anni in diversi campi di concentramento, tra questi Auschwitz e Dachau – da questo periodo nasce “L’uomo in cerca di senso”.

Struttura del libro

Il libro è diviso in due parti, la prima parte è un’investigazione sul comportamento umano nelle tre fasi dei prigionieri, quindi i primi giorni, la vera vita nel campo e infine il periodo post liberazione. La seconda parte invece espone un breve saggio dove spiega il significato della logoterapia.

Le tre fasi della prigionia

Prima fase: l’ingresso nel campo

Frankl dice – nella prima fase della prigionia alcuni prigionieri soffrivano la morte appena entrati perché si rendevano conto, una volta spogliati di tutti gli averi, che la loro identità era completamente associata a quello che erano fuori dal campo e diventare un numero, l’individuo veniva annullato.

Seconda fase: apatia emozionale

Nella seconda fase avveniva un’apatia emozionale, davanti a tanto dolore, e circondati dal male, i prigionieri si abbandonavano e diventavano completamente apatici e insensibili, come scudo protettivo e arma di sopravvivenza il male e la tragedia diventavano routine.

Terza fase: post liberazione

Nella terza e ultima fase, quella dei giorni dopo la liberazione, invece di essere immersi di felicità per la fine della prigionia ci si scontrava con una realtà ancora più dura, quella di rendersi conto di aver perso figli, mogli, mariti, amici e parenti, lo sconforto era totale.

La stesura del libro

Quando Viktor Frankl viene liberato, in 9 giorni scrive “L’uomo in cerca di senso”, manoscritto che poi venderà 10 milioni di copie tradotto in 25 lingue. Pensare che all’inizio non voleva nemmeno mettere il suo nome nel firmare il libro, per nobili ragioni, fu l’editore a fargli cambiare idea.

Lezioni dal libro “L’uomo in cerca di senso”

Prima lezione: l’atteggiamento verso le difficoltà

La prima grande lezione che ci dà Frankl è che, nonostante i problemi, le tragedie, le battaglie e le privazioni che uno può subire e affrontare, nessuno potrà mai toglierti l’abilità di decidere come affrontarle e che atteggiamento avere. Questo è una tecnica che va sviluppata. I prigionieri non avevano più nulla se non la loro esistenza stessa.

Seconda lezione: avere uno scopo

La seconda lezione è che un uomo che ha una missione, uno scopo e un senso, può superare qualunque avversità. E secondo Frankl si arriva per tre diverse vie a uno scopo: attraverso il lavoro, un lavoro che per noi ha un senso, non un impiego ma una vocazione o una carriera; attraverso l’amore, di una persona, di un figlio, quindi servendo e mettendo la propria vita a disposizione di un altro individuo.

Osservazioni di Frankl sui prigionieri

Frankl osserva i prigionieri che si abbandonano, che non hanno un senso, uno scopo, e sono proprio quelli che prima di altri si abbandonano a una decadenza mentale e fisica. Fa un esempio importante nel libro: dato che lui lavorava nell’ospedale del campo, si rese conto come molti prigionieri avevano speranza di essere liberati in concomitanza con il Natale e quando questo non accadde, la loro fede spariva e si abbandonavano.

Terza lezione: la risposta alle circostanze

La terza considerazione dell’autore sta nel fatto che la vera prova della vita e del suo senso sta in come rispondiamo alle circostanze e ai test che l’esistenza ci mette davanti. Ogni persona deve trovare il proprio significato.

Esempio dal film “Scappo dalla città”

Vi ricordate il film “Scappo dalla città: l’amore, la vita e le vacche”, quando il vecchio e rude cowboy Curly dice a Billy Crystal: “sai qual è il segreto della vita?” e gli mostra un dito: “una cosa, una cosa sola, trovala e tienila stretta.” Billy Crystal gli chiede: “sì, ma qual è questa cosa?” Il cowboy Curly gli dice: “sei tu che lo devi scoprire.”

Il senso della vita secondo Frankl

Il senso della vita non si scopre immediatamente, si rivela piano piano ogni giorno, ogni ora nelle scelte che facciamo, nelle responsabilità che decidiamo di sobbarcarci. Ma un senso va trovato o siamo una nave alla deriva nell’oceano, senza una direzione non vedremo mai un porto dove amarrare.

La bontà umana nei posti più impensabili

Frankl ci dà un altro messaggio: la bontà e la gentilezza umana si possono trovare anche nei posti più impensabili, e nelle persone che mai ti aspetteresti. Lo vedremo nel libro di Dale Carnegie su come trattare la gente, che molto spesso il tuo atteggiamento verso le altre persone è incredibilmente importante verso le reazioni che hanno con te. Anche l’essere umano più malvagio, se approcciato in un certo modo, può regalare gesti di bontà verso il prossimo.

Ispirazione e riflessione dal libro

Il libro ispira e motiva, fa riflettere. La vita ha senso in un contesto, ti lascio quindi questa settimana per riflettere sulle tue mete, sulla tua cosa da trovare e tenerti stretta. Spero che, quando sarai davanti ai prossimi ostacoli della tua corsa, invece di reagire come una vittima alla quale tutto il mondo crolla addosso, tu possa approcciare i problemi con un atteggiamento diverso. Non importa quanto miserabile tu ti possa sentire, se hai un senso e uno scopo, nessun problema ti potrà fermare. Saranno solo delle sfide, non delle tragedie. Grazie e a settimana prossima, quando vedremo come affrontare una delle cose più spaventose in assoluto: parlare in pubblico.

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Cosa comprende
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* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile.