EGO
- L’EGO è qualcosa che quasi tutti vedono come negativo
- L’EGO è ciò che ti rappresenta, ed è visceralmente collegato con l’autostima
- Vedremo tre esercizi per prendere familiarità con il nostro EGO e gestirlo nel migliore dei modi
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Trascrizione dell’episodio
Un paio di settimane fa per il primo podcast di dicembre ho intervistato un autore veneto, Leonardo Dri, che ha scritto un libro intitolato EGO- un manuale di decrescita personale- Abbiamo fatto una chiacchierata, un intervista, ma stavo fuso e mi son dimenticato di registrarla, per tanto chiedo venia al caro Leonardo e racconto gli spunti tratti dal suo testo come faccio solitamente. Questo è libri per il successo, crescita personale da strada, episodio numero 82
Prima di tutto spero abbiate passato delle feste meravigliose coi vostri cari e vi auguro che questa fine del 2023 sia l’inizio di un cambiamento importante per tutti voi.
Sommario
L’EGO è per me un problema significativo. Sono un divoratore di informazioni riguardanti il miglioramento personale, e ho sempre avuto un rispetto quasi reverenziale per queste conoscenze. Non sono mai soddisfatto di me stesso, penso tanto, troppo, e spesso male. Quando trovo un autore, un divulgatore o un mentore, inizialmente trovo meravigliose informazioni che utilizzo e faccio mie. Ma c’è un punto in cui questi individui iniziano a starmi sui nervi: diventano monumenti di se stessi, come diceva Montanelli riferendosi a Mussolini.
L’ego come motore e come limite
Leonardo Dri, autore del libro, si è presentato all’intervista con un palloncino, usandolo come metafora per spiegare l’ego. Il palloncino si gonfia fino a scoppiare, un destino che spesso vedo nei mentori che iniziano con buone intenzioni. Per evitare di diventare come quel palloncino, ripercorro mentalmente i miei fallimenti prima di registrare un podcast, ricordandomi delle mie esperienze e dei miei errori. Questo mi aiuta a rimanere umile e a ricordare che il mio obiettivo è aiutare gli altri.
Capire e utilizzare l’ego
L’ego rappresenta il sé, l’io, e come dice Leonardo, può avere molte definizioni diverse in psicologia e filosofia. È collegato all’autostima e alla capacità di stimare se stessi. Sebbene l’ego sia spesso visto come un nemico, Leonardo propone un approccio più equilibrato: l’ego può essere un motore che ci spinge a mostrarci, ad avere iniziativa e a esporci. Tuttavia, è essenziale utilizzarlo con moderazione per evitare che esploda.
I limiti dell’ego
Riconoscere quando l’ego inizia a gonfiarsi è difficile perché è come se fosse posizionato in un punto cieco. È importante essere abituati a ricevere commenti critici e a misurarsi con osservazioni anche negative. Molti dirigenti si circondano di persone accondiscendenti, ma questo impedisce di ricevere feedback utili. Circondarsi di persone che dicono la verità, anche quando è scomoda, è fondamentale per crescere.
Il valore delle critiche e dell’autoriflessione
Leonardo spiega che spesso ci infastidiscono i difetti altrui che riconosciamo intimamente in noi stessi. Questo fenomeno, noto come bias cognitivo, può essere una guida preziosa per comprendere i nostri stessi difetti. Un esercizio utile proposto nel libro è scrivere su un foglio una storia di fallimento e raccontarla a qualcun altro. Questo atto di vulnerabilità può cambiare la percezione che gli altri hanno di noi e rafforzare il nostro senso di umanità.
La sindrome dell’impostore e la realtà dei dubbi
Leonardo affronta anche il tema della sindrome dell’impostore, spesso frainteso. Avere dubbi sui nostri successi è normale e sano. Non si tratta di una sindrome, ma di un processo naturale di auto-valutazione. Accettare questi dubbi e andare avanti è essenziale per il nostro progresso personale.
Esercizi pratici per gestire l’ego
Per concludere, ecco tre esercizi pratici per gestire il vostro ego:
- Osservare gli altri: Notate gli aspetti che vi infastidiscono negli altri e cercate di capire perché. Le persone sono uno specchio di quello che sentiamo dentro.
- Circondarsi di persone sincere: Trova persone che ti diano opinioni sincere e costruttive. Se non le hai, cercale attivamente.
- Raccontare i fallimenti: Scrivi una storia di insuccesso su un foglio e poi abbi il coraggio di raccontarla a qualcuno. Questo ti aiuterà a mantenere l’umiltà e a crescere.