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Il Gabbiano Jonathan Livingston #101

Sommario

Il Gabbiano Jonathan Livingston

  • Richard Bach ha scritto un’allegoria di un gabbiano che sceglie una strada alternativa
  • Jonathan Livingston segue la sua passione, migliorare il volo piuttosto che volare solo per procurarsi del cibo
  • Questa sua scelta lo porta all’esilio e all’inizio di una grande avventura e di un cambiamento
  • Tutti noi abbiamo un pò di Jonathan Livingston in noi

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Trascrizione del podcast

Ero a pranzo al porto di Pescara qualche giorno fa. Giornata calda, un bel sole, il cielo terso, il mare, un venticello piacevole e una bottiglia di vino bianco da condividere con gli amici abruzzesi. 

A un certo punto alzo la testo e vedo due gabbiani planare fino a quando uno dei due scende in picchiata verso la spiaggia a cercare qualche testa di pesce, mentre l’altro plana senza muovere le ali. 

Ogni volta che vedo un gabbiano volare penso all’allegoria di Richaard Bach e il gabbiamo più famoso al mondo, Jonathan Livingston. Ho anche due gabbiani tatuati sul braccio

Mentre ero immerso nei miei pensieri, scrivendo il podcast nella testa, con lo sguardo perso forse parlando da solo sento una voce che mi riporta alla realtà – Ngulo a Da, tu parli agli uccelli.hahahaha vaffanculo

Siamo all’episodio 101 di Libri per il successo- crescita personale da strada, un podcast di Davide Mastrosimone. Trovate ulteriori informazioni sul sito www.libriperilsuccesso.com iscrivendovi alla newsletter vi arriva il video corso sul linguaggio del corpo, trovate i percorsi personali che potete fare con me e vi ricordo inoltre il mio libro sette colpi di machete lo trovate su Amazon. 

Alcune premesse sul contesto

Oggi vi condivido alcune considerazioni del libro di Richard Bach, il gabbiano Jonathan Livingston. 

Due premesse importanti:

Numero uno, Richard Bach oltre a fare lo scrittore era un pilota acrobatico, ex aviatore della US air force, la sua passione per il volo ha un influenza potente sulla storia soprattutto nel modo profondamente dettagliato che ha di raccontare le mille acrobazie che fa il gabbiano. Volare per Bach non era solo un mezzo per esplorare il mondo fisico, ma anche un simbolo di libertà, di ricerca interiore, era il suo tiro con l’arco, se vi ricordate questo episodio del podcast. 

Seconda premessa, il libro viene scritto alla fine degli anni 60 negli stati uniti, un periodo di grande fermento sociale e culturale, non solo in America. La generazione dei giovani di quel periodo decise di mettere in discussione tutti i valori tradizionali, e cominciarono a prendere strade diverse nella vita, nella religione, nella spiritualità e ridefinire quello che fino a quel momento era la definizione del successo per la società. La cultura Hippy, il movimento per i diritti civili, la protesta contro la guerra del Vietnam, tutti sti americani che si davano al buddismo e lo zen, in un momento del genere Bach pubblica il Gabbiano Jonathan Livingston, fa il botto. 

La fiaba del gabbiano che voleva fare acrobazie

La fiaba ha come protagonista un gabbiano di nome Jonathan, appartenente allo stormo Buonappetito. L’unico obiettivo dello stormo è mangiare, e sopravvivere. Il volo è un mezzo per procurarsi il cibo, questo gli dice suo padre ogni volta che ha occasione. Per Jonathan invece il volo è qualcosa di più, una missione, una passione vuole diventare un maestro del volo un esperto, inizialmente reprime la sua vocazione, tuttavia col tempo ma soprattutto con l’esercizio costante, con metodo, con sacrificio, diventa un asso del volo. È in grado di compiere acrobazie mai viste e planare a una velocità sconosciuta dagli altri gabbiani. Vuole perfezionare ogni manovra è ossessionato dalla tecnica e dal superare i limiti imposti tanto che a un certo punto questo suo comportamento viene notato dallo stormo, lo accusano di arroganza, di disprezzare le regole e di mettere addirittura in pericolo lo stormo intero, tanto che un giorno per sua sorpresa dopo che aveva dimostrato a tutti quello che si poteva riuscire a fare allenandosi nel volo e pensando che il suo stormo avrebbe capito arriva la doccia fredda, Jonathan viene bandito, ora è un gabbiano senza uno stormo, un reietto, ha scelto di infrangere le regole, e per tanto viene isolato. 

L’esilio

L’esilio invece di distruggerlo lo mette sulla strada giusta, sapete questo è un punto importante, penso che la strada giusta di ognuno di noi, sia quella che non conosciamo. Se tu sai cosa succederà nei prossimi anni, se sai dove stai andando, se conosci la destinazione del tuo viaggio allora non è la strada giusta, o per lo meno non è la tua strada. La tua strada è quella che non sai dove ti porterà. 

Lontano dal suo stormo Jonathan si dedica completamente al volo, senza vincoli ne regole, inizia la sua vera preparazione, il suo viaggio, la sua formazione, esplora nuove altezze, nuove velocità, nuove tecniche, inizia un cammino di scoperta che diventa un viaggio iniziatico e spirituale. E durante il viaggio incontra altri gabbiani, esiliati come lui, reietti come lui, innamorati del volo, sono la sua nuova famiglia. 

Uno di loro, Chang, diventa il suo maestro, il suo mentore, e lo porta a livelli mai sognati. Jonathan diventa anche lui un esperto, un maestro, ed è arrivato il momento di ridare alla vita quello che la vita gli ha dato, di contribuire, di insegnare e di aiutare altri gabbiani a seguire la loro passione, sente la responsabilità di ritornare alle sue origini, nel mondo che lo aveva disprezzato e allontanato, l’eroe torna a casa. L’individuo che scopre la propria verità, ha il dovere morale di condividerla e aiutare altri a trovare la propria strada. 

La storia è piacevole, l’ho riassunta in pochissimi passaggi per non togliere  il gusto di leggerla, tuttavia sono i messaggi che lascia il libro ciò che a noi importa oggi e ce ne sono davvero molti, per quanto mi riguarda leggere Bach è una terapia, ti permette di distaccarti per un attimo, anche solo per qualche istante, dal contesto frenetico dove sopravviviamo e pensiamo solo al cibo, metaforicamente. 

Ti fai delle domande le cui risposte ti permettono di dubitare della strada che hai preso e chiederti se è quella giusta per te. 

I messaggi che traggo dal libro

Bene ci sono tre messaggi che ho scelto di estrarre da questa fiaba magnifica, che vi consiglio caldamente di leggere, ci vuole poco è un libro piccolissimo

Serve un pizzico di anticonformismo nella vita. Siamo pressoché abituati a seguire delle norme, imposte. Un cammino chiaro e preciso, lavorativo e familiare. Non è affatto scontato che quel cammino ti porti ad essere felice. Il dramma è che molti nemmeno provano a considerarne altri. Jonathan rifiuta queste regole e segue la sua vocazione. O meglio la insegue. Chiunque prenda questa strada paga un prezzo. Viene emarginato, incompreso, attraversa un rifiuto sociale e spesso anche nei contesti familiari, se ti azzardi a fare qualcosa che vuoi piuttosto che fare quello che tutti si aspettano da te guai. 

L’autenticità richiede coraggio, e questa scelta ti porta a ricominciare da zero, perdi tutto quello che avevi, ma salvi la tua salute mentale. Chiunque nella vita ha scelto un cammino non convenzionale si ritrova in Jonathan, è come se tutti noi avessimo un Jonathan dentro pronto a spiccare il volo e fare acrobazie, la scelta sta nel pagarne il prezzo, carissimo, dell’esilio dallo stormo. E non tutti sono pronti a farlo. Per tantissimi anni ho viaggiato e fatto scelte contrarie a quello che solitamente si fa, le sentivo, ho pagato un prezzo, lo rifarei. 

Ho viaggiato molto nella mia vita, viaggio ancora, ricordo una notte a Varsavia un russo mi disse – chi viaggia e lascia il suo paese o cerca qualcosa o scappa da qualcosa, tu quale delle due stai facendo? 

A me sta domanda mi cambiò completamente il modo di pensare. Ogni volta che prendo una decisione mi chiedo se cerco o scappo, fatelo anche voi. È sempre una delle due cose. 

E con questo passo al secondo messaggio, è chiarissimo nel libro che Jonathan non è solo un sognatore, ma è un praticante, un metodico, uno che si esercita costantemente, che studia, prova e riprova, e questo lo distingue, non è solo un ribelle, ma il suo desiderio di libertà e sostenuto da disciplina metodo e rigore. La libertà non è anarchia, questa parola fa pensare a una vita priva di regole di principi di punti saldi, faccio quello che cazzo voglio sono libero. NO. La libertà la raggiungiamo con l’impegno, con la costanza, con disciplina. Senza una pratica costante il talento resta sterile e non avanziamo, creare dei sistemi quotidiani che ci portano a migliorare ci avvicina alla libertà. Andare ad allenarsi, mangiare bene, nutrire le relazioni sociali, gestire le finanze, studiare e imparare tutto ciò che possa migliorarci ogni giorno, questo porta ad essere liberi. La libertà è una questione stoica, che nasce dal controllo di se stessi e dall’abbandono dell’ansia verso i risultati.

Un musicista bravo riesce a improvvisare una canzone solo dopo anni di studio e sacrificio. Non fatevi ingannare dal significato di libertà, se la vuoi, la raggiungi con l’esercizio, la disciplina e la pratica. È un processo che non ha fine, non arrivi, solo cammini. 

E ora l’ultimo messaggio, quello che trovo di gran lunga più toccante, il vero successo si raggiunge col contributo, con la condivisione, con l’aiutare gli altri a trovare la loro strada. Nel libro Jonathan incontra un gabbiano, Fletcher, e lo prende sotto la sua guida. Non lo domina, non gli impone nulla, lo ascolta, lo accompagna, diventa per Fletcher quello che Chang, il suo mentore, era stato per lui. Indica agli altri gabbiani la via verso una possibilità di avere una vita diversa. In un mondo il nostro dove la conoscenza è usata come moneta di scambio o come mezzo per ricercare il potere, nel libro si evince come il sapere e la conoscenza si amplificano quando vengono condivise con generosità. Trovate il vostro Fletcher, contribuite. 

Riflessioni finali

Ci ho sempre visto una strada a seguire in questo libro, l’ho letto tre quattro volte nella mia vita, l’ultima qualche giorno fa per preparare questo episodio, e ogni volta ci trovo qualcosa, mi rivedo in un momento della vita del gabbiano, e questo succede a chiunque lo legge, ti parla e ti smuove. 

Un gabbiano che viene esiliato dal suo stormo, segue la sua vocazione e ne paga il prezzo, alto, trova una famiglia nuova, impara tutto quello che si può imparare e diventa anch’egli un maestro, e cosa fa…torna a casa, torna da quello stormo che lo aveva disprezzato e aiuta i gabbiani inquieti e che sentono che ce qualcosa in più che volare per trovare qualche testa di pesce, li aiuta a diventare creature diverse, in sintonia con se stessi, in pace con se stessi. 

Sono sicuro che tra le tante persone che ascoltano questo podcast è pieno di gabbiani come Jonathan Livingston, non abbiate paura di fare qualche acrobazia, di volare in picchiata e planare alla velocità massima, seguite il vostro istinto, prendendo una frase del libro, ricordatevi, più alto vola il gabbiano, più lontano vede. Grazie  

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Cosa comprende
  • 9 sedute con Davide 
  • Il percorso dura massimo 3 mesi 
  • Una seduta dura 60 minuti
  • Il costo è di 1.500 euro netti

* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile.