Kintsukuroi, l’arte di curare le ferite emozionali

  • Le ferite vanno cicatrizzate, e il tempo da solo non basta
  • Lavorando sulle ferite emozionali come i giapponesi fanno ricostruendo i vasi rotti con l’oro possiamo tornare a splendere
  • Trova un motivo, una ragione, che possa darti l’ispirazione di andare avanti, loro lo chiamano IKIGAI, qual’è il tuo?

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Trascrizione del podcast

In Giappone esistono dei maestri artigiani, che quando si rompeva un vaso di ceramica mettevano in atto un processo che si chiama Kinstukuroi, chiamato anche Kinstugi che sto due modi molti simili per chiamare la stessa cosa, e si tratta di ricostruire i vasi rotti con l’oro, rendendoli ancora più pregiati e spettacolari, quindi tirar fuori da qualcosa di rotto, di distrutto una versione di quel vaso ancora più bello, e si tratta di ricostruire non riparare, e ce una bella differenza.

Un vaso ricostruito con l’oro mostra la ferita,  la vulnerabilità, la fragilità e ne fa risplendere la bellezza, perché chiunque di noi nell’arco della propria esistenza soffre delle rotture, quante volte ci è capitato di precipitare in un baratro, di spezzarci in mille pezzettini, questo accade a tutti, ma dobbiamo imparare a ricostruire la nostra vita e non solo superare i traumi, ma renderli quello che ci fa splendere.

Prendiamo spunto da un libro che si chiama Kintsukuroi di Tomas Navarro uno psicologo spagnolo

Prima o poi ti capiterà di dover essere forte, di non avere nessun altra alternativa, ce da trattenere il respiro e affrontare le avversità, a questo punto meglio imparare a farlo, e prima impari meglio è. La vita ci porta a dover convivere coni problemi, impariamo a camminare, a correre, a scrivere a mangiare, dobbiamo imparare anche a superare e gestire le avversità, il modo in cui le gestisci fa una differenza critica sulle possibilità che hai di avere successo.

Noi sentiamo dolore, il dolore ha una funzione adattativa, ci permette attivare dei meccanismi per reagire a stimoli nocivi, non può essere ignorato, cosi funziona il dolore fisico, ma quello emozionale non è diverso, ti sta parlando, ti sta dicendo che hai bisogno di cambiare qualcosa, di prendere delle decisioni, di passare all’azione. Ognuno poi soffre a modo suo, non è che quello che piange e si strappa i capelli soffra di più di quello che sta in silenzio, non confondere mai il dolore con l’espressione del dolore. 

Ma quali sono le cose che ci provocano dolore?

Ci fa male l’avversità, quindi una situazione poco favorevole, contraria ai nostri interessi, una disgrazia, un infortunio.

Ci fa male la frustrazione, che è quando le nostre aspettative non vengono raggiunte, è sempre meglio allineare le aspettavo con la realtà piuttosto che coi desideri e i sogni, ci risparmierebbe parecchio dolore

Ci fa male la delusione, a volte guardiamo il mondo non per quello che è ma per quello che vorremmo che fosse, speriamo che i problemi si risolvono da soli, ipotechiamo la nostra vita in cambia di una felicità effimera e apparente, disegnato e scriviamo un copione di un film nella nostra mente, senza considerare che viviamo in un contesto molto complicato. 

Ci fa male il cambio. Proviamo controllare l’incontrollabile la vita è un cambio costante ed è una bona notizia perché significa che possono cambiare anche le disgrazie, e i momenti duri, se riusciamo a indirizzare la nostra esistenza verso la luce.

Ci fanno male i pensieri, quelli tossici,  giudichiamo in fretta e senza troppi elementi le persone e le situazioni creando visioni e scenari che non necessariamente devono accadere ma nel tram tram del pensiero tossico non ci rendiamo conto che ci stiamo facendo del male, perché soffriamo prima, spesso molto prima, che le cose poi accadano

Soffriamo inoltre della realtà, come diceva marco Aurelio la saggezza consiste nel cambiare le cose che possono essere cambiate, e accettare quelle che non si possono cambiare, è fondamentale essere in grado di capire e prendere coscienza di entrambe

Ti propongo ora un piccolo esercizio, cerca di analizzare la sofferenza che provi oggi e capire a quale di queste categorie appartiene, è già un grande inizio.

Perchè succede a me? Questa domanda ve la site fatta tutti, e non ce una risposta, certe cose succedono e basta, non cercare sempre un motivo, una coerenza che spieghi la sofferenza o le disgrazie, a volte quando non troviamo una risposta il pensiero comincia a divagare, a delirare e finisce spesso col conclude che è colpa nostra, che ce lo meritavamo, che ce lo siamo cercati. 

Non importa il passato in questo momento di avversità, importa solo il tuo presente che condiziona il tuo futuro, non è colpa tua tutto quello che succede, se gli eventi sono di natura esteriore, è molto probabile che non ci sia molto che possiate fare, se gli evento sono di natura interiore, allora mettete in atto una serie di azioni per cambiarli, la chiave sta nel capire come diceva appunto marco Aurelio, cosa puoi cambiare e cosa no, solo concentra gli sforzi in quello che controlli, o e come tirare pugni al vento, ti stanchi ma non serve a un cazzo. 

È fondamentale curare le ferite emozionali, come quelle fisiche, se non lo fate non potete andare avanti nel vostro viaggio, non potrete raggiungere la vostra leggenda personale, come la chiama Paulo Coelho nell’alchimista. 

E ora in questa seconda  parte del podcast, andiamo ad vedere come si fa a superare i traumi emozionali.

Ogni singolo giorno quando si il sole si innalza nasciamo di nuovo, andiamo a dormire senza la sicurezza di svegliarci, e quando apriamo gli occhi abbiamo la possibilità, ogni singola mattina, di vivere la nostra vita come un esperienza magica, e non di sopravvivere, e di non ripetere ogni giorno la stesa cosa 

ogni mattina, ogni settimana ogni mese abbiamo l’opportunità per ricominciare, per ricostruire la nostra vita per trasformare le avversità in una sfida, in un motivo di crescita, fatelo ora, non aspettate di toccare il fondo del baratro, cominciate a risalire, metro dopo metro, e state sicuri che a un certo punto vedere la luce, non lasciate che il dolore diventi una zavorra che vi trascini verso il fondo del mare

Nessuno muore quando cade un fiume, muore se ci rimane,

Un gruppo di persone mentre stava serenamente godendo di un picnic, noto che un uomo continuava a lamentarsi costantemente, si era seduto su un formicaio e le formiche continuavano a morderlo e pizzicarlo sul culo

La moglie gli chiese- cosa succede?E lui rispose, niente le formiche mi pizzicano

Gli altri del gruppo gli dissero, allora spostati

E lui rispose, non fa niente, è uguale, non ho voglia di spostarmi e continuo a lamentarsiUn altra persona che arrivò al più sic chiese cosa gli succede a questo?La moglie disse, si è seduto su un formicaioE perchè non si spostaE la moglie, con saggezza femminile, disse- perchè non lo hanno morso abbastanza

La prima cosa, basilare, da capire per ricostruire la tua vita è trovare un perchè, i giapponesi lo chiamano Ikigai

Perchè ti alzi la mattina, cosa ti fa uscire dal letto, tutti abbiamo un Ikigai, solo che qualcuno non lo ha ancora trovato e continua il suo viaggio alla deriva per un oceano senza una direzione, la ricerca di un ikigai ti darà gli stimoli per nuotare, per stare a galla, per ritrovare la luce, se non sai qual’e il tuo ikigai, prima di andare avanti nella ricostruzione, devi trovarlo, puoi essere una persona, un progetto, un lavoro, una missione, vi rimando al terzo episodio del podcast dove ne parlo, usando il libro un uomo in cerca di senso.

Senza un ikigai passi le tue giornate a vedere serie, a lamentarti, a vedere storie di Instagram, ore e ore, hai bisogno del rumore, prova a stare in una stanza in silenzio, seduto, ci riesci? Sei capace di farlo? Fino a che non sei capace di stare in una stanza con te stesso, governando la tua mente e i tuoi pensieri, non potrai avventurarti nella giungla della vita,  non ce un solo Ikigai, possono essercene diversi, trova i tuoi ikigai, la tua famiglia, il tuo hobby, devi avere chiaro per che stai al mondo, o per chi

E ora andiamo a vedere alcune domande che sono molto pericolose, che possono scuotere la tua identità, ma devi fartele una a una, prendi un quaderno, scrivi all’inizio della pagina queste domande, e nei prossimi giorni, da solo in silenzio datti le risposte, senza mentire, senza ingannarti, questo processo è l’inizio della terapia che serve per ricucire, per ricostruire le tue ferite emozionali, per lo meno a un livello personale

cosa è successo?

perché è successo?

come hai reagito?

perché hai reagito cosi?

che conseguenze ha avuto questa avversità?

cosa hai imparato da quello è successo?

Perdonati, perdona, archivia quello che è successo e vai avanti

Non scappare dalle avversità, è impossibile, sono e saranno sempre presenti, abituati a navigale e tirarci fuori qualcosa, non isolarti, è nei momenti bui che ti serve parlare con le persone che ti stanno vicine, facendolo puoi curare le tue ferite.

Non cadere nell’impotenza, ce sempre qualcosa che puoi fare per uscire dal tunnel, ma sii cosciente che qualunque avversità richiede un cambio, e i cambi fanno paura, ma non averne, e proprio vincere quella paura che ti fa uscire da un momento difficile. Respira, prendi forza e mettiti in uno stato mentale diverso, sei davanti a una sfida, sei ferito, ma sei vivo, e se sei vivo allora puoi combattere, e se puoi combattere allora puoi vincere

La tua attenzione deve andare lontano, nel lungo periodo, una persona saggia, attualmente la persona più importante della mia vita mi ha detto una cosa, io odio i piani- preferisco i progetti, perché i piani vanno sempre a farsi fottere, fai progetti fissati un obiettivo, la tua attenzione deve andare verso una meta lontana, mentre che le tue energie devono andare sui piccoli passi che servono per arrivare a quella meta

Accetta il cambio, il tuo corpo, la tua mente, è capace di adattarsi, fidati, ti puoi adattare a qualunque cosa. Ma controlla i pensieri, non lasciarli andare troppo per conto loro, fermali, quando vedi che un pensiero diventa tossico stoppalo subito, cerca di trasmettere serenità e tranquillità sempre.

E se questi pensieri diventano troppo pesanti trova un modo di scaricarli, vai a correre, vai in palestra, spesso quando mi trovo in situazioni di forte stress emotivi prendo i guanti e vado un ora a dare pugni a un sacco, e quando torno la mia mente e i miei pensieri sono più facili da controllare

Ma una cosa importantissima da ricordarsi è che quando siete nel mezzo di un avversità, si tende a prendere decisioni affrettate e sovente sbagliate, in questi momenti di buoi profondo datevi sempre qualche giorno di riflessione prima di avventarvi in qualche sciagurata decisione dovuta appunto a una confusione emotiva

Non perdere più tempo, passa all’azione

La vita è più simile alla serie the walking dead piuttosto che una passeggiata a Disney a Parigi, quindi meglio imparare a camminare tra gli zombi col sorriso piuttosto che far finta che gli zombi non esistono e farsi la foto con topolino, Siamo esseri vulnerabili, fragili, ma con la capacità di ricostruisci, di cadere e rialzarci, costruire un muro alto intorno alle nostre vite non è la soluzione, andate a vivere, non a sopravvivere, e se avete delle ferite emozionali andate a cicatrizzarle e cogliete l’opportunità di ricostruirle con l’oro,  come quando un bambino si sbuccia un ginocchio,, piange ma poi si rialza e qualche settimana dopo nel rimane solo una cicatrice, e il piccolo la fa vedere a tutt, perhe gli ricorda che è caduto, ma soprattuto che si è rialzato, non nascondetela, anzi, fatela vedere. 

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  • Il percorso dura massimo 2 mesi 
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* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile. 

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Informazioni sul percorso
Cosa comprende
  • 9 sedute con Davide 
  • Il percorso dura massimo 3 mesi 
  • Una seduta dura 60 minuti
  • Il costo è di 1.500 euro netti

* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile.