Greenlights

  • Greenlights nella visione del mondo di McConaghey sono i segnali da seguire nella vita
  • L’obiettivo è trasformare i semafori gialli e rossi in verdi, di questo si tratta
  • Il libro lascia lezioni e principi esistenziali di cruciale importanza
  • Alright, alright, alright

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Trascrizione del podcast

Alright, alright, alright, questo è il marchio di fabbrica che distingue il protagonista dell’episodio di oggi, mister Mattew  McConaughey. Per alcuni è solo un attore, ma se scaviamo un pochino nella vita di questo personaggio andiamo a scoprire una visione del mondo tutta sua che trovo di grande interesse. Non ci deve per forza piacere un personaggio, ma nei suoi pensieri e nella sua biografia ritrovo molti passaggi di cruciale importanza per chiunque. 

McConaughey per tantissimi anni scrisse un diario, degli appunti, suoi suoi pensieri, sulle circostanze della sua vita, ricordi, paure, emozioni, frasi, prescrizioni, aveva l’abitudine di scrivere su dei fogli quello che pensava. E scrisse tanto. 

arrivato a 50 anni lesse un articolo sul New York time di un giornalista che analizzava la sua carriera in un modo affascinante che a lui piacque cosi tanto da chiamare questo giornalista e proporgli di lavorare come ghost writer, che sono quelle persone che scrivono i libri al posto delle celebrità o di personaggi famosi, non è che son tutti cosi bravi a scrivere, si affidano a gente competente. E dopo il meeting che ebbe con questo giornalista il New York Times blocco la cose perché non permetteva ai suoi di giornalisti di lavorare con le celebrità

A quel punto McConaughey si guarda con la moglie Camilla e dice, devo trovare un altro ghost writer, e si ferma, capisce il segnale, capisce il greenlight, il semaforo verde, quel libro lo deve scrivere lui stesso. Prende acqua, cibo, i suoi appunti e se ne va nel deserto senza elettricità, senza nient’altro che il suo passato, un viaggio introspettivo, la moglie stessa gli dice non tornare fino a che non lo ha scritto, senza nessuna distrazione parte e si immerge in questo viaggio con il Mathew passato e ripercorre i 50 anni della sua vita andando a tirar fuori delle lezioni di immenso valore. 

Nell’episodio 79 di libri per il successo prendiamo spunto da Greenlights il libro autobiografico di Mattew McConaghey,

Amici abbiate pazienza ho l’influenza e la voce ne risente, ma siamo alla fine del mese e quando uno si fa una promessa con se stesso che stia bene o male passa in secondo piano, quindi eccomi qui che cazzo.

Per molti anni McConaghey è riuscito ad affermarsi come attore di film romantici, commedie dove lui fa il belloccio che innamora, era cosi incasellato in quel ruolo da film della domenica pomeriggio che obiettivamente io coi gusti cinematografici che ho non me lo sono mai inculato. Poi leggendo le sue memorie lui fa una cosa più unica che rara, prende la decisione di uscire dal quel personaggio e non accetta più ruoli di quel genere, si era stancato, era arrivato al limite della creatività, e succede qualcosa di incredibile, che a Hollywood non succede mai, una scelta del genere ti sbatte quasi automaticamente fuori da quell’olimpo, ma non a lui, per quello vi dico attenti a sto personaggi è incredibile. Perché poi esplode, true detective, monumentale performance, Mud, Interstellar, Dallas Buyer Club, un successo dietro l’altro, diventa un camaleonte, un attore formidabile. Era troppo grande la curiosità personale per non andare a spulciare il suo libro autobiografico e vedere cosa ne venisse fuori. 

E in questo episodio vi racconto le lezioni che ho appreso e tirato fuori da questo libro pieno zeppo di aneddoti e storie al limite del surreale. 

Che cos’è un greenlights nella visione del mondo di Mcconaghey, è un semaforo in verde, un segnale che vuol dire vai avanti su questo strada, continua, può essere un approvazione una preghiera, un regalo, una pacca sulla spalla un appetito verso qualcosa o qualcuno, i greenlights sono facili, è un vento caldo, una vacanza, un si a un lavoro che volevamo, è tutto quello che rende questa vita facile e comoda, ma poi ci sono i semafori gialli e rossi che realmente sono quelli che ci fanno crescere sono gli ostacoli, le perdite, le inevitabili tragedie che ognuno di noi deve affrontare e grazie a queste noi oggi non siamo più le persone che eravamo 10 anni, 15 anni fa, è grazie a questi semafori gialli e rossi, che eventualmente posso diventare verdi, come reagiamo a queste situazione è relativo, ognuno d noi ha tre possibile scenari, immaginati che sei davanti a un semaforo rosso della vita, puoi persistere e continuare a lottare per farlo diventare verde, puoi fare quello che nel libro chiama un pivot, quindi scegli una strada e un piano alternativo per arrivare al verde, o abbandoni e ti arrendi. Il secreto della nostra soddisfazione e pienezza nella vita sta in quale di queste tre strade prendiamo. Persistere, cambiare strada, o arrendersi, è sempre una nostra scelta, ce da prendersi la responsabilità della propria esistenza, cosa che non facciamo quasi mai. 

Ce un vecchio film spagnolo si chiama Airbag, che ogni volta che vedo mi fa morire dal ridere, un gruppo di amici organizza l’addio al celibato di uno che si sta per sposare, e lo portano in uno strip club, lui preso dalla foga dal divertimento e da chissà quale pensiero torbido ha un incontro ravvicinato con una delle ragazze del club, e durante questo incontro mette la mano dove non avrebbe mai dovuto metterla uno che si sta per sposare, e gli si sfila l’anello di compromesso che finisce dentro la ragazza in questione, quando puoi il giorno dopo il malcapitato, o meglio il coglione, se ne accorge il film diventa un esilarante ricerca di questo anello. Ma cè un bellissimo siparietto dove il protagonista da la colpa agli amici, dicendo vuoi mi avete portato li, siete dei bastardi, mi avete messo in questa situazione e un amico gli dice, ue fermo fermo, la mano ce l’hai messa tu non noi. E un pò quello che succede tutti, ed è importante capire che la scelta di quello che decidiamo di fare davanti a un semaforo rosso è solo nostra.

Un magnifico aneddoto del libro, e una lezione, da me appresa, non snaturarti, cerca di capire qual’è la tua essenza i tuoi principi, i tuoi punti forti, chi sei, e una volta che lo hai capito non snaturarti. Pensate McConnaghey al liceo era il re della festa, girava con un furgone e riusciva a rimorchiare tutte le ragazze, aveva un megafono e le chiamava per nome, deve essere stato un bel personaggio questo, e le cose gli andavo bene, cosi bene che un giorno decise di barattare il furgone con una fiammante macchina sportiva rossa, e a sua sorpresa, il suo successo con le donne e alle feste, sparì, si era snaturato non era più il ragazzetto bello simpatico spontaneo sul furgone, ma uno di tanti con la macchina sportiva, lo comprese, e torno al concessionario a riprendersi il furgone. Pare che Mattwew McConaghey giri tutt’oggi con un furgone. Per esempio quanta gente diventa immediatamente accondiscende in un contesto corporativo, io vedo persone che ridono annuiscono a delle cazzate grossolane dette dai superiori, ma vaffanculo, io non posso lavorare in certi ambiente sono anarchico, ma non snaturatevi, se una cosa per voi non va bene, ditelo, non siate neutrali, prendete posizione, o se una cosa non via a ridere non ridete, siate voi stessi, è un atto di ribellione, è un gesto completamente rivoluzionario essere se stessi, autentici.

E se non sapete chi siete, consiglia il caro Mathew, iniziate a chiedervi cosa non siete, processo di eliminazione. Prendi le strade meno battute per te, e scopri chi sei, l’introverso ha bisogno di buttarsi in mezzo alla gente, l’estroverso di ricreare periodi di solitudine introspezione, scegli strade che non sono battute per te, non pensare se sono o no battute dalle masse, pensa a te stesso, ricerca chi sei. 

Dopo le superiore essendo parte del Rotary club, mcconaghey decide anche per scoprire meglio cosa desidera fare nella vita, di prendersi un anno di Intercambio all’estero, va in Australia a vivere con una famiglia australiana. Nella provincia di Sidney, gli fanno promettere di non tornare prima della scadenza dell’anno, questa èè l’unica condizione e lui accetta. Ma quell’anno si rivela drammatico, estremamente duro, perché non è a Sindey che finisce ma in una remota cittadina di 300 persone in una famiglia estremamente bizzarra che fa di questo periodo un inferno, e li comprende tante cose, ma soprattutto una. Molti di noi oggi sono depressi, è una malattia moderna, terribile, la tristezza la solitudine è qualcosa che attanaglia l’anima, il modo in cui lui la supera è creando una struttura, diventa vegetariano, decide di allenarsi in maniera estrema ogni giorno e si butta sulla lettura, queste cose lo salvano dalla nostalgia e dalla solitudine, ma ne torna forte, torna negli stati uniti molto più consapevole, più duro iu preparato e questa atteggiamento non lo abbandona più per tutta la vita, tanto che appena raggiunge la fama, cerca momenti di solutidine nei viaggi, ne fa uno in sud America e uno in africa, cercando abbracci veri, di persone che non lo conoscono per la sua fama ma solo per chi è stato quei giorno con loro, è difficile poi vivere nel dubbio che chi ti sta affianco vuole qualcosa da te e non sta solamente godendo della tua compagnia, per gente con una popolarità di quel livello deve essere straziante. Crea una struttura, ti salva, ti fa galleggiare, crea oggi una struttura, sellanti , leggi, scegli un tipo di dieta sana, passeggia, viaggia da solo conosciti, fino a che non impari a stare bene con la persona più importante per te stesso, tu. Crea una struttura, ti porta alla libertà.  Finiamo a vivere vite che odiamo, per scelte che facciamo, prima di fare quello che puoi fare, chiediti se vuoi farlo.

McConaghey  divenne sempre più bravo come attore, lui improvvisava molto, trasformava i personaggi fino a un punto che in un provino si sentiva così sicuro di se stesso che decise di andare a braccio a fare questa audizione, quello che però apprese è che nella vita la preparazione è tutto, non si rese conto che il copione del personaggio in questione non era altro che un monologo di qualche minuti in spagnolo. Rimase di stucco, chiese una dozzina di minuti, lo imparò e lo fece, ma da quel momento in avanti la preparazione diventa parte integrante del suo operato. Ed è molto facile cadere nella trappola del sapere troppo del sentirsi estremamente sicuri cosi sicuri da non prepararsi, a me succede sempre, ma ad oggi non ho mai fatto un podcast per voi senza prepararmi, senza leggere il libro, è una questione di onestà intellettuale, sai che cazzo ci vuole ad andare su internet trova 20 riassunti e fare un riassunto del riassunto? Ma niente, in due ore ve lo faccio, ma dove poi la mia essenza, il mio viaggio personale, io trovo piacere nel sentiero nel fare il percorso che mi porta a un podcast non nel risultato, tanto che non ho mai risentito nessuno dei miei podcast, ne ho cosi tanto le palle piene che non riesco a sentirli, perché ci lavoro cosi tanto che l’ultima cosa che desidero è poi risentirmelo.  e lo stesso Mcconaghey dice che lui ama il processo per arrivare a un film, non li va manco a vedere dopo, se ami il processo di quello che fai scopri te stesso, indipendentemente dal risultato, e io penso che se rispetti il processo i risultati son migliori, è l’impegno che ci metti nel fare le cose, ce una frase stupenda nel libro mi ha colpito, dice  a volte la scelta che fai non è cosi importante come l’impegno che ci metti in quella scelta. Per la puttana. 

C’ un altra lezione che mi ha catturato, soprattutto perché sono il primo a non metterla in pratica, ho sempre avuto la sindrome dell’impostore, non sono mai soddisfatto di quello che faccio soprattutto quando lo condivido, ho come la sensazione di non meritarmi certe cose che succedono, non so perché credo abbia origini molto profonde ci sto lavorando, e nel libro ne parla, dice che se hai qualcosa davanti e la vedi e la prendi, è perché te la meriti, è perché te la sei guadagnata, ce sicuramente gente molto più brava di te e di me, ma se sei li davanti in un modo o nell’altro ci sei arrivato, hai preso un semaforo giallo e lo trasformato in verde, o hai trovato un semaforo rosso e hai cambiato strada e sei li, prima degli altri, o semplicemente hai visto qualcosa che gli altri non vedevano, prenditela, te la sei guadagnata, non è mai frutto del caso, è sempre frutto delle scelte che hai fatto, touch, prenditelo.  La meraviglia magia che succede quando diventi consapevole e responsabile è che ti prendi si l’onere delle colpe e delle conseguenze delle tue cazzate ma devi anche prenderti i crediti e le medaglie dei tuoi successi. 

Tutti noi oggi stiamo vivendo, è un dato di fatto, se ascolti il podcast ora sei vivo, e la tua esistenza è il tuo curriculum, la tua storia, se non ti piace il personaggio che stai interpretando cambialo, cambialo subito, è come nel cinema, e un altro dato di fatto inevitabile, è che finirà questa storia, quindi già ce chi sei dentro, non limitarti a sopravvivere, sforzati, il cambiamento  è sempre un processo doloroso, guardati intorno senza andare troppo lontano con la vista, quello che vuoi è quello che puoi vedere, e quello che puoi vedere sta davanti a te, se non ti piace, spostati.

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Informazioni sul percorso
Cosa comprende
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  • Una seduta dura 60 minuti
  • Il costo è di 1.500 euro netti

* Al costo va sommato il 4% di oneri INPS. Il percorso di coaching non è rimborsabile.