La concentrazione e il lavoro profondo per fare il salto di qualità


Che cosa hanno in comune Carl Jung, il famoso psicologo, JK Rowling, la scrittrice e ideatrice di Harry Potter, Bill Gates fondatore di microsoft e woody Allen il direttore cinematografico?

Il filo che li unisce è la metodologia di lavoro che usano per dare forma alle loro idee, Jung si costruì una stanza in un ala della sua casa, dove si chiudeva per giorni interi a scrivere e studiare, allontanandosi da qualunque distrazione, Jk Rowling non riuscendo a finire il suo ultimo libro di Harry Potter dato che in casa tra i figli il cane e il casino domestico il suo lavoro veniva interrotto costantemente decise di alloggiare in un meraviglioso hotel vittoriano nel centro di Edimburgo, da mille euro a notte, per ritrovare la pace e dato che il primo giorno avanzò tantissimo rimase li fino a che non terminò il libro ,apri solo un canale twitter in que periodo ma l’unico twit che scrisse fu -sono veramente io ma non avrete molte notizie perché la carta e la penna sono la mia priorità al momento, Bill Gates invece è famoso per le sue settimane del pensiero, thinks weeks, dove è solito isolarsi e dedicarsi solo a pensare e leggere, e infine woody Allen capate di sfornare 44 film in 44 anni dal 69 al 2013 , scrivendone la sceneggiatura e i testi usando una macchina da scrivere Olympia e senza mai usare un computer 

Per la terza volta nel programma prendiamo spunto da Cal Newport, l’autore di altri due libri che abbiamo discusso nei mesi scorsi, quello sul minimalismo digitale, e l’altro so good they cane ignore you, cosi bravo da non essere ignorato, questo autore è in grado di spiegare in modo esemplare certi problemi che riguardano la produttività il lavoro e le sfide che la società dovrà affrontare in futuro, questo saggio che si chiama deep work non e da meno rispetto agli altri due libri. La puntata di oggi si basa sulla concentrazione e sul lavoro profondo, sui benefici e sui risultati che possiamo ottenere applicando questa metodologia di lavoro. 

Il deep work, che da il titolo al libro e significa lavoro profondo non è altro che un attività professionale svolta in uno stato di profonda concentrazione, senza nessun tipo di distrazioni che porta a chiunque si immerga in questo stato grandi risultati, un aumento delle capacità cognitive e ci permette realmente di imparare e di creare qualcosa.

Quando parliamo di lavoro profondo solo stiamo facendo menzione a quelle attività che richiedono il massimo delle tue capacità, il resto è lavoro superficiale, nel senso, non è che ora ci mettiamo a usare il metodo di lavoro profondo per controllare le mail, o scrivere agli amici su Facebook, quelle sono attività superficiali, scrivere un libro è lavoro profondo, creare un piano di azione per la tua azienda o per il tuo progetto è lavoro profondo. Per esempio la famosa tecnica del pomodoro che intervalla periodi di lavoro da periodi di distrazione non differenzia il tipo di lavoro.

Oggigiorno chiunque inizi a mettere in pratica questa metodologia di lavoro otterrà un abilità di valore inestimabile, primo perché l’economica attuale cresce, cambia, ha dei mutamenti veloci e solo chi è capace di imparare, di aggiornarsi, di rimettersi in gioco riuscirà a sopravvivere, e poi nell’epoca di internet, chiunque riesca a creare qualcosa di valore ha un pubblico pressoché illimitato al quale rivolgersi, ma la concorrenza è spietata, e se tiri fuori qualcosa di mediocre, di scopiazzato, di tradotto invece che scritto vieni spazzato via, per tale ragione dobbiamo creare il prodotto o servizio o contenuto migliore dentro le nostre possibilità. E questo richiede concentrazione.

L’autore ci mette davanti a una tesi molto interessante, siamo nel bel mezzo di una grande ristrutturazione, la tecnologia avanza a un passo velocissimo rispetto alle nostre abilità e per molti lavoratori questa non è una bella notizia. Le macchine stanno diventando intelligenti, e il gap tra l’uomo e la macchina sempre più vasto, e se un giorno, nemmeno troppo lontano le aziende iniziano a preferire le macchine? Ai caselli sono sparite le persone, o al massimo ce ne due o tre, ai supermercati è sempre più comune pagare a una macchina, e sui treni i biglietti ora li controlla un tornello e non più una persona, ma la tecnologia non e che sta facendo sparire i lavori bensì ha diviso i lavori in tre gruppi, il primo fatto di gente che sa lavorare e creare attraverso le macchine intelligenti e programmarle, un secondo gruppo fatto da i migliori nel loro settore, e un terzo fatto da proprietari e gente che possiede il capitale per usare uno dei primi due gruppi. La mediocrità sparirà. L’autore si domanda come facciamo a entrare in uno di questi 3 gruppi. 

Se non abbiamo il capitale e non abbiamo delle abilità che ci permettano di lavorare con la tecnologia e l’intelligenza artificiale, allora dobbiamo diventare delle super star in quello che facciamo, diventa i migliori, e per fare questo bisogna prima di tutto essere in grado di imparare cose difficili e nuove e secondo una volta imparate vanno messe in pratica e trasformare l’apprendimento in qualcosa di tangibile. Questi due abilità dipendono in gran parte da questo metodo, il deep work, il lavoro profondo. Quindi per ottenere risultati eccellenti serve tempo di apprendimento, e intensità nella concentrazione che applichiamo, senza questo non possiamo fare un salto di qualità.

Pensateci, se state lavorando a qualcosa ma il telefono squilla, vibra, o suona costantemente a causa delle notifiche dei messaggi, delle mail, o dei social e ormai in modo quasi naturale e incosciente andiamo a vedere chi ci scrive o cosa la nostra concentrazione non riesce mai a raggiungere dei picchi di intensità notevoli che poi sono quelli che servono per raggiungere l’eccellenza. Il cervello purtroppo risponde alle distrazioni,

Ci sono varie filosofie dietro il lavoro profondo, l’autore ce ne da quattro anche perché è importante comprendere in quale categoria ci troviamo

Filosofia monastica– non ci sono azioni superficiali, tutto quello che fate è per il vostro obiettivo finale, si cerca di massimizzare gli sforzi eliminando radicalmente qualunque attività superficiale, essendo un modo estremo questa filosofia è adatta solo a chi ha un chiarissimo obiettivo finale, magari scrivere un libro, sai che devi e vuoi farlo in un mese allora ti ritiri da qualche parte per farlo, e dedichi anima e corpo a questo. Estremo

Filosofia bimodale–  Fa si che tu divida il tuo tempo in modo monastico quando ce da lavorare e il resto ti apri alle altre attività, ma durante le giornate pomeriggi o mattine che dedicate al lavoro profondo lo fate in modo monastico.

Filosofia ritmica– quella che dovremmo seguire, in questo caso cerchiamo di trasformare il lavoro profondo in un abitudine e una routine giornaliera, con un tempo definito, magari due ore, che queste siano le migliori ore della giornata, quindi la mattina quando il resto delle persone dorme, vi prendete del tempo per i vostri personali obiettivi, sono molto propenso a svegliarmi presto, ma anche ad andare a dormire presto perché ce da essere riposati per fare certe cose, il punto della mattina secondo me aiuta non per una questione personale, ma soprattutto perché il resto della gente dorme, se vi svegliate due ore prima della massa, siete pressoché protetti in modo naturale dalle distrazioni, nessuno vi manda una mail o un wassup alle 5.30 quindi in qualche modo, questo silenzio e inattività delle persone vi permette di lavorare in modo profondo. 

Filosofia giornalistica –  passano da lavoro profondo a superficiale costantemente durante la giornata quando ne hanno il tempo, cosa estremamente difficile, è una serie di lavoro profondo a comando, un giornalista per la natura del suo lavoro deve imparare a fare una cosa del genere, magari sta al telefono da investigazioni e a un certo punto vede che ha due ore calme, allora attiva l’interruttore del lavoro profondo e si immerge nella scrittura, per poi tornare alle attività superficiali, ma è veramente difficile per le persone non abituate poter entrare in uno stato di concentrazione profonda senza preparazione, richiede molta pratica.

Quindi, ce da andare verso una filovia ritmica, decidiamo quando nella giornata e ci prendiamo un paio d’ore per il nostro lavoro profondo. 

Fatto questo è necessario identificare i tuoi rituali, e preparare il tuo momento di concentrazione. Decidi dove svolgere il lavoro profondo, una stanza della tua casa, un angolo dell’ufficio dove nessuno ti disturba, prepara tutto quello che ti serve, se vuoi un caffè un the, una tisana, della frutta prendi e tieni vicino quello che ti servirà in modo da non doverti alzare e interrompere il periodo di concentrazione. Decidi da che ora a che ora farlo, dalle 5 alle 7 del mattino, dalle 9 alle 11, decidi inizio e fine e non sgarrare. Decidi anche le pause magari ogni ora vi prendete 10 minuti, e n quei dieci minuti vi è permeo ovviamente di fare attività rilassanti, magari far una breve passeggiata, un attiva domestica, guardare le mail o il telefono etcc, avete una pausa prima di tornare ad immergervi

Un altra tecnica alla fine della giornata è pianificare cosa farai il giorno dopo, segnare le cose più importanti, di valore, e concentrati solo su quelle cose, decidi inoltre gli spazi dove potrai fare altro, e lavori superficiali. Io personalmente ho un quadretto che per ogni giorno ha 5 o 6 linee non di più non è un agenda vera è propria è un piccolo e sottile quadernino con le date ma generalmente su ogni pagina hai almeno 3 giorni ecco pr capire, e in quelle linee metto sempre un attività relaziona col podcast è il mio hobby progetto personale, scrivo un ora di lettura per episodio 35, oppure stesura scaletta, o registrazione o editing, quindi un attività che minimo mi prende un ora e mezza o anche di più finalizzata al podcast, poi scrivo due o 3 obiettivi professionali, ma solo quelle 2 o 3 cose importanti, il resto non lo segno, e infine dato che mi alleno 4 o 5 volte alla settimana segno anche il momento di allenamento e che allenamento mi tocca fare. E queste cose sono le più importanti per me, il resto è superfluo, per lo meno nel quadretto ecco non ne la vita, ci sono cose ovviamente più importanti ma qui si tratta di organizzare il lavoro

Allontanati dai social media, durante il lavoro profondo spegni tutto, togli le notifiche dal telefono, mettilo in modalità aereo, una volta che ti distrai non puoi più tornare ai livelli di concentrazione che raggiungi con la profondità, saltare dalla concentrazione al telefono non funziona, non è produttivi ne efficace. L’autore è un estremista su questo argomento, lui consiglia di eliminare tutti i social media personali, eliminarli completamente però sappiamo entrambi che non lo farete ovviamente chi vuole provare questo esperimento di sicuro si renderà conto di quanto tempo perdeva prima, una possibilità e quella di fare una specie di shabbat digitale, un giorno alla settimana niente internet, niente social, niente wassup, vita reale e non digitale.

Rispondi velocemente e in modo sintetico alle mail, proteggi il tuo tempo e dedicalo solo alle cose che vuoi ottenere.

L’autore ci consiglia inoltre di programma le distrazioni, non il lavoro profondo. Immagina che ti prendi 4 ore di lavoro profondo che è il limite massimo consigliato, sai che in quel periodo sarai completamente assorto, per tanto decidi nell’arco della giornata quando ti potrai distrarre, navigare il web i social i messaggi, prenditi un oretta al giorno dove puoi navigare su internet

A una certa ora, spegni tutto, decidi a che ora spegnere, magari alle 17.30-18 e immagina che suoni la campanella come quando eri a scuola, scappa fuori e per oggi basta, dedicati alla tua famiglia, alle tue mansioni domestiche, cucina, stai coi figli, con moglie o marito, parla invece di guardare la tele e magari prima di andare a letto lei un romanzo, cerca di fare tutto quello che ti piace meno lavorare, cè un limite a tutto e tra rispondere una mail alle otto di sera o alle otto di mattina ce poca differenza.

Il nostro personale mondo è un riflesso di tutte quelle cose alle quali prestiamo attenzione, immaginate quindi cosa potreste costruire se quest’attenzione fosse profonda, se la concentrazione che dedicate alle vostre attività sia intensa e senza distrazioni, il mondo che costruite intorno a voi sicuramente sarà molto diverso rispetto a quello che state vivendo ora se non lo fate

NOTE SULL’AUTORE

Giovane professore universitario, autore di un blog che aiuta gli studenti a migliorare il loro metodo di studio, scrive e pubblica libri che diventano best seller e vengono tradotti in decine di lingue.


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