Liberati dalla dipendenza tecnologica


Torna nel podcast Cal Newport ( lo stesso autore dell’episodio 2) con un saggio che ci aiuta a riflettere sul momento attuale che stiamo vivendo, Minimalismo Digitale è una riflessione profonda sulle dinamiche della tecnologia e sulle conseguenze che hanno.

Ogni minuto che passa, Vengono caricate 400 ore di video su YouTube al minuto, gli swap di tinder son più di un milione, Miliardi di likes su Facebook, siamo in un momento della storia dove l’essere umano vive quasi costantemente attaccato a uno schermo.

A casa abbiamo la televisione, che ci porta ormai un menu irresistibile con serie di Netflix, hbo e chi più ne ha ne metta, in ufficio abbiamo i computer e gli iPad, e poi ovviamente gli smartphone che sono diventati una parte del corpo delle persone, ore gli orologi ora ti mostrano mail e messaggi. 

Abbiamo perso il contatto con la realtà, siamo infognati sempre di più in una dimensione virtuale, la vita delle persone si svolge quasi costantemente davanti a uno schermo, ovunque guardiamo gli schermi regnano sovrani e accaparrano la maggior parte della nostra attenzione.

Minimalismo= Eliminare il superfluo

Per questa ragione il Minimalismo Digitale proposta dall’autore come filosofia di vita ci più ridare la libertà persa, sono tre i passi che servono per disintossicarsi.

  • Allontanarsi da tutta la tecnologia superflua per 30 giorni
  • Riavvicinarsi a tutte quelle attività che abbiamo perso
  • Introdurre di nuovo la tecnologia nella nostra vita ma in modo funzionale

Bill Maher un artista televisivo americano ha detto che i fondatori e proprietari devono finirla di apparire come nerd amichevoli che cercano di costruire un mondo migliore e ammettere che sono dei fabbricanti di tabacco in t-shirt che vendono un prodotto che crea dipendenza a bambini, adolescenti e adulti, perché diciamocelo, controllare i likes è come fumare una sigaretta. 

Quindi, è necessario dopo aver preso coscienza che esiste un problema mettere in atto delle soluzioni, una di queste è il minimalismo digitale, una filosofia di vita che ti porta a concentrare l’uso della tecnologia solo un numero limitato di volte e scegliendo con estrema attenzione quelle attività che ti portano dei benefici, lasciando perdere tutte le altre.

Il minimalismo digitale si basa su tre principi

Il primo è questo, avere troppe app, dispositivi, servizi, o social media crea una dinamica disastrosa per il tempo e per il nostro stato d’animo, quando avere alcune di queste app o servizi potrebbe essere utile tutto l’insieme è negativo

Secondo principio, l’ottimizzazione è importante, scegliere quale tecnologia possa essere beneficio è solo il primo passo, importante ovviamente, il secondo è scegliere con attenzione quando usarla.

Terzo Principio, l’intenzione porta soddisfazioni, scegliere deliberatamente che tecnologia usare e quando porta una grande soddisfazione, il minimalismo digitale è avere il controllo della tecnologia come e quando vogliate, in nessun modo essere controllati o dipendenti da essa.

ESERCIZI PRATICI

Ecco alcune cose che si possono fare per approcciare la filosofia del minimalismo digitale.

SILENZIO– chiunque può trovare beneficio dal silenzio, avere momenti personali di calma e poter riflettere magari facendo lunghe passeggiate, senza telefono ne altro. Il silenzio non è necessariamente qualcosa che vi allontani dalle persone ma riguarda quello che accade nella vostra mente, potete stare in silenzio in una fila alla posta, il silenzio è quando la vostra mente non riceve input esterni, distrazioni. Trovate alcuni momenti della giornata dove potete permettervi di vivere il silenzio nella vostra mente, per riscoprire voi stessi, per riflettere ed avere nuove idee. 

Negli anni 90 non si vedeva in giro gente con le cuffie, qualcuno, nel 2000 quasi chiunque andava in giro con la musica nelle orecchie, io ricordo che il walkman, stupendo strumento, si usava nei viaggi lunghi coi genitori, la sera prima di dormire, ma non era esattamente un qualcosa di pratico da avere addosso ogni giorno. La musica nel telefono ci ha tolto la possibilità di stare da soli un istante, gli smart phone catturano tutta la nostra attenzione e la gettano in un vortice, le persone non si rendono conto del tempo che passano davanti al telefono, è importante fare un esercizio, scaricate un APP che faccia tracking del vostro schermo, mettete per esempio nel motore di ricerca del vostro store screen tracker ne escono un pò di queste app, una volta scaricata vi dirà quanto tempo sbloccate il telefono ogni giorno, quanto passate sui social e tutta l’attività che svolgete sul telefono. Solo un 12% passa meno di un ora al giorno al telefono, il resto ha una media di 2-3 ore, negli adolescenti si può arrivare a 9 ore al giorno davanti a uno schermo . qualche giorno fa ho provato con delle persone che conosco a far scaricare un app di questo tipo e una persona aveva 4.23 minuti su Facebook di media al giorno, un part time…siamo alla follia, con 4 ore al giorno investite a leggere articoli di un determinato argomento invece di scrollare post di Facebook immaginavi cosa poteva ottenere questa persona. Ovviamente è abbastanza scioccante il risultato nessuno si immagina di passare così tanto tempo a giocherellare con lo smartphone

I ragazzi nati dal 1995 al 2012, vengo chiamati gli iGen, hanno una percentuale altissima di disturbi psicologici, depressioni e suicidi sono saliti in quella fascia di età in modo esponenziale, per un ragazzino non avere likes è un problema serio 

LASCIATE A CASA IL TELEFONO– ecco questo è un esercizio veramente facile, durante la giornata sicuramente ti capita di fare tante cose, e per la maggior parte di queste non serve avere il telefono addosso. Lasciatelo a casa. Se andate al cinema a vedere un film non portatevi il telefono, ci avete fatto caso quando si spengono le luci del cinema si accendono gli schermi accecanti di quasi tutte le persone che avete davanti, non riusciamo a stare un secondo senza il telefono, ormai è automatico se ti fermi un secondo da qualunque attività lo sblocchi, pazzesco. Godetevi la vita senza. Chi di voi è degli anni 80 come me avrà passato tutta l’infanzia con gli amici, nei cortili in giro per strada senza mai un telefono…non è che succedeva niente, i genitori erano preoccupati allo stesso modo che lo sono ora con un telefono

Mi ricordo ancora i numeri di telefono di casa di quasi tutti i miei amici, a memoria, dopo 30 anni ancora li so, ammetto che oggi non saprei ripetere nemmeno il cellulare di mio padre, siamo atrofizzati la tecnologia ci ha privato di quelle cose che prima avevamo, fare una divisione con una matita, guidare senza avere un GPS, non mi pare che la gente si perdesse negli anni 80-90 ora senza google maps o Waze non troviamo manco il cesso. La vostra giornata al 90% non necessita di un telefono, lasciatelo a casa, andate in macchina e cercate di orientarvi, chiede indicazioni ai passanti, andate alla prossima cena con amici senza telefono, o al cinema, liberatevi da quest’obbligo, vi permetterà di godervi le cose molto di più.

USCITE DALLA TRAPPOLA DEI LIKES–  non mettete più likes ai post, le interazioni umani non possono limitarsi a una faccina o un emoticon o un cuoricino, che cazzo è servita l’evoluzione umana del pensiero e della cultura se poi ci limitiamo a racchiudere il nostro pensiero, le nostre emozioni con un icona, penso che chi qui possa esprime un pensiero un pò più complesso che un like. Non metteteli e non aspettateveli, perché rendono infelici, cercare approvazione da una foto postata su un social media non è la giusta strada, più tempo passate sui social a socializzare virtualmente meno ne passate nella realtà e si perde anche l’abitudine.

Consiglio vivamente di leggere l’articolo – I used to be a human being- che trovate qui sotto come complemento a questo episodio.

I benefici che si ottengono controllando la tecnologia sono infiniti, essere padroni di scegliere come e quando usarla è qualcosa di indispensabile, siamo ipnotizzati e completamente immersi dagli schermi è fondamentale prendere in mano la situazione e cambiare rotta prima che sia troppo tardi.


NOTE SULL’AUTORE

Giovane professore universitario, autore di un blog che aiuta gli studenti a migliorare il loro metodo di studio, scrive e pubblica libri che diventano best seller e vengono tradotti in decine di lingue.


Link d’interesse

Sito ufficiale

Articolo – I used to be a human being

Libro

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